Si parte al mattino, lo zaino ben assestato sulle spalle, e l’idea che possa succedere qualcosa non sfiora nemmeno. Va bene così. In montagna si va per la luce, l’aria frizzante, la sensazione di stare un po’ più in alto del quotidiano. Il punto è che gli incidenti, quando accadono, spesso si concentrano a fine giornata, quando stanchezza, freddo e calo dell’attenzione si sommano. E i primi minuti accanto a una persona ferita pesano più di qualsiasi programma. A questo, però, ci si può preparare.
Prima di partire: prevenire è già soccorrere
Il primo fattore di rischio non è tanto la pendenza quanto il meteo ignorato e l’orario rimandato. Consulta il bollettino meteorologico regionale (ARPA, Aeronautica Militare) e, d’inverno, il bollettino valanghe di AINEVA o Meteomont. Se le condizioni sono cattive, rinunciare non è una sconfitta: è una scelta ragionevole. Di’ a una persona di fiducia dove vai e a che ora pensi di scendere. Se vai all’estero, controlla cosa copre la tua assicurazione, perché ricerca e rientro sanitario possono restare a tuo carico.

Nello zaino: cosa serve davvero
Porta con te:


- un telefono carico, un power bank, una borraccia piena;
- un kit di primo soccorso con garze sterili, bende, cerotti, guanti, disinfettante, coperta termica e fischietto;
- una torcia frontale, uno strato caldo, un antivento, qualcosa da mangiare;
- per le uscite lunghe, un localizzatore di emergenza PLB (406 MHz) o un localizzatore satellitare, e una traccia GPS.
Quanto al contenitore, un astuccio in tessuto o una scatola metallica da rifornire costa un po’ di più di un kit usa e getta, ma riduce gli sprechi. Per garze e cerotti, invece, lo sterile monouso resta giustificato: l’igiene viene prima dell’imballaggio.
L’allerta in cinque punti. 1) Dove: comune, località, quota, sentiero, coordinate GPS se le hai. 2) Cosa: caduta, valanga, malore, numero di persone coinvolte. 3) Stato: cosciente o no, respira, di cosa si lamenta. 4) Cosa è già stato fatto. 5) Chi sei: numero raggiungibile, e il colore di vestiti e zaini, prezioso per il ritrovamento.
Allertare i soccorsi senza perdere tempo
In Italia chiama il 112, il numero unico di emergenza europeo. Per le persone sorde, ipoudenti o con difficoltà a parlare, informati in anticipo sui canali alternativi attivi nella tua zona (per esempio SMS, app o chat del NUE): non tutti i servizi funzionano allo stesso modo in ogni regione. Durante la chiamata resta calmo, parla lentamente, rispondi alle domande senza aggiungere dettagli inutili. Riaggancia solo quando l’operatore te lo dice e tieni il telefono acceso: abbassa la luminosità per risparmiare batteria, ma soprattutto non disattivare la rete. Se chiamano più persone, l’operatore incrocia le informazioni: non è un problema.

Sul posto: mettere in sicurezza, coprire, rassicurare
Metti in sicurezza per prima cosa la zona: cadute di sassi, rischio di nuove valanghe, traffico. Non spostare una persona ferita se hai il minimo dubbio, soprattutto dopo una caduta o un colpo alla testa o alla schiena, tranne in caso di pericolo immediato. Isolala dal suolo, coprila, parlale, controlla coscienza e respirazione. E alternatevi: il panico arriva più in fretta di quanto si pensi. In pratica, il tuo ruolo si ferma qui: proteggi, allerti, riferisci fatti. Non fai diagnosi: il parere medico resta competenza di un professionista.

Senza rete: il piano B
Due persone vanno a cercare soccorso, mai una sola, e la persona ferita non resta da sola. Segnala il punto: vestiti colorati stesi, zaini ben visibili, tracce marcate nella neve. Il segnale di soccorso classico in montagna è sei richiami con il fischietto o con la lampada al minuto, poi un minuto di pausa.

Quanto costa
Prezzi indicativi in Italia, da verificare:
- Kit di primo soccorso: da 20 a 60 € secondo il contenuto, in farmacia, in parafarmacia, in negozio di sport o online; solo il rifornimento costa da 5 a 15 €.
- Coperta termica: da 5 a 15 €.
- Torcia frontale ricaricabile: da 20 a 70 €.
- Localizzatore PLB: da 250 a 450 € all’acquisto; qualche decina di euro a settimana per il noleggio in località di montagna.
- Assicurazione assistenza e rientro sanitario: spesso inclusa in alcune carte di credito, da verificare in base alle attività coperte; altrimenti da 30 a 90 € all’anno.
Quello che fa variare il conto: il livello di certificazione del materiale, l’attività praticata (escursionismo, sci alpinismo, alpinismo) e la durata del soggiorno. Dove trovare tutto questo: farmacie e parafarmacie, negozi specializzati in montagna, noleggi in località di montagna, comparatori per l’assicurazione.
Fonti
- Aeronautica Militare e ARPA regionali — previsioni meteo e bollettini locali
- AINEVA (aineva.it) — bollettino valanghe e prevenzione in montagna
- Meteomont (meteomont.gov.it) — bollettino valanghe e condizioni della neve
- CNSAS (cnsas.it) — soccorso alpino e speleologico
- Numero Unico di Emergenza 112 — numeri di emergenza
- CAI (cai.it) — preparazione delle escursioni





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