Ci sono giornate in cui l'aria pesa e ogni falcata costa il doppio. A Pechino gli atleti hanno dovuto fare i conti con un caldo opprimente e un'umidità elevata: aria satura d'acqua, nella quale il sudore evapora male e il corpo non riesce più a raffreddarsi da solo. Da questo problema è nato Cryovest, un gilet refrigerante da indossare prima e dopo lo sforzo, mai durante.

Quello che sappiamo sul raffreddamento corporeo

La logica è semplice. Più si parte con un corpo già caldo, prima si arriva al proprio limite. E l'umidità elevata è tra i principali fattori di rischio, perché il sudore cola invece di evaporare: la traspirazione non svolge più il suo ruolo di termoregolazione. Gli sport di resistenza e quelli con prove ravvicinate — canottaggio, canoa-kayak, vela — sono i più interessati. Raffreddare la pelle prima della partenza, e poi tra una prova e l'altra, rientra quindi in un approccio di prevenzione. In pratica, nessun gilet sostituisce l'idratazione, e se ti senti male è a un professionista sanitario che devi rivolgerti.

Gilet refrigerante tecnico indossato, con tasche e piastre refrigeranti in vista
Il freddo arriva sulla pelle grazie alle piastre infilate nelle tasche

Un'invenzione francese, messa alla prova in camera climatica

Dietro il gilet c'è una commessa del Comitato nazionale olimpico e sportivo francese. Due aziende ci hanno lavorato: SM Europe, all'epoca distributore del processo di freddo First Ice, e Paul Boyé Technologies, specialista di Tolosa negli equipaggiamenti di protezione per la difesa e la protezione civile. Il capitolato? Un supporto leggero, capace di lasciar passare il sudore e al tempo stesso di condurre il freddo verso la pelle.

Restava da dimostrarlo. A Tolone l'Istituto di medicina navale del servizio sanitario delle forze armate ha ricreato quelle condizioni in camera climatica, seguendo poi su sportivi in attività diversi indicatori: temperatura cutanea, frequenza cardiaca, produzione di lattato, disidratazione. Da allora il gilet ha lasciato lo spogliatoio olimpico: lo si vede nei cantieri, tra i vigili del fuoco e persino nella borsa dei runner amatoriali.

Gilet refrigerante tecnico appoggiato sul banco di un atelier francese
Pensato all'inizio per lo sport, il gilet oggi attrezzature anche cantieri e caserme

Come scegliere oggi

Tre famiglie si dividono il mercato, e la scelta dipende soprattutto dall'aria che hai intorno. L'evaporativo funziona con un principio ingegnoso: bagni il tessuto e l'evaporazione fa il resto — leggero, poco costoso, ma senza effetto quando l'aria è già satura di acqua. Il gel e il materiale a cambiamento di fase (PCM) si basano sull'opposto: ricarichi le piastre in freezer e il gilet restituisce il freddo lentamente — più pesante, più caro, ma più costante quando il tempo è umido.

Foto prodotto ispirata a Ergodyne - Gilet rinfrescante evaporativo - Taglia L - 12534
Foto prodotto ispirata a Ergodyne - Gilet rinfrescante evaporativo - Taglia L - 12534

Sul fronte tessile, ci sono due riferimenti verificabili che vale la pena controllare. OEKO-TEX Standard 100 attesta che il tessuto è stato testato contro le sostanze nocive per la pelle. GOTS, invece, regola una filiera di cotone biologico con requisiti ambientali e sociali su tutta la catena — due garanzie che contano quando il gilet resta a contatto per diverse ore. Se puoi, preferisci piastre refrigeranti ricaricabili a quelle monouso, e una custodia in tessuto per il trasporto.

Gilet refrigerante evaporativo inumidito, appoggiato accanto a una bacinella d'acqua
L'evaporativo punta sull'acqua: leggero, ma inefficace con l'aria satura
Runner che indossa un gilet refrigerante nello spogliatoio prima dell'allenamento
Modelli semplici a partire da 50 €, fino a 400 € per il cambiamento di fase

Budget

Per un modello evaporativo semplice serve una cinquantina di euro, nei negozi di articoli sportivi come online. Il conto sale parecchio con un gilet a cambiamento di fase: siamo più o meno tra i 150 e i 400 €, a seconda della superficie coperta e del numero di piastre fornite. Anche il taglio — gilet, tunica, scaldacollo —, la durata di restituzione dichiarata e la marca fanno muovere il prezzo. Da sapere: li propongono anche i rivenditori di materiale medicale o di sicurezza sul lavoro.

Con che aria dovrai fare i conti? Se corri d'estate al Sud, con caldo e secco, l'evaporativo spesso basta. In una zona umida, o se incatenerai due sessioni ravvicinate, un gilet a cambiamento di fase sarà più costante. In entrambi i casi, prevedi un secondo set di piastre: è quello che decide il tuo comfort. Quello che ancora non sappiamo: l'effetto esatto sulla prestazione in gara varia da sport a sport e da protocollo studiato.

Fonti

  • Comitato nazionale olimpico e sportivo francese (CNOSF)
  • Istituto di ricerca biomedica delle forze armate (IRBA), che ha tra l'altro integrato l'Istituto di medicina navale del servizio sanitario delle forze armate di Tolone
  • Paul Boyé Technologies, sito ufficiale dell'azienda
  • OEKO-TEX Standard 100 e GOTS, disciplinari di certificazione tessile
  • Santé publique France, raccomandazioni per le ondate di calore e l'attività fisica