Due autunni fa ho liberato lo scarico della doccia tre volte in una settimana. Ciocche intere, la spazzola piena e quella piccola ansia che forse conosci anche tu. Ho prenotato una visita da una dermatologa: niente di preoccupante, una caduta stagionale classica. Da allora ho mantenuto qualche abitudine semplice, provata su due stagioni.

Prima di tutto, il ciclo del capello non è una fatalità

Un capello vive per cicli. Cresce per due-sei anni, fa una breve pausa, poi entra in riposo: circa tre mesi prima di cadere. In qualsiasi momento, quasi il 10% della tua chioma si trova in questa ultima fase. Perdere tra 50 e 100 capelli al giorno è quindi del tutto normale. Si nota solo quando cadono tutti insieme.

Perché allora l'autunno? Diversi lavori di dermatologia documentano un picco di caduta tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. La spiegazione più spesso avanzata chiama in causa la luce: le giornate lunghe e il caldo estivo prolungano la fase di crescita, poi la riduzione della luce manda di colpo molti follicoli a riposo. Due o tre mesi dopo, cadono.

Una caduta stagionale di solito è transitoria e si ferma da sola in poche settimane. Se invece non rallenta dopo due mesi, se compaiono chiazze o ti prude il cuoio capelluto, non è più la stagione che parla. Rivolgiti a un medico o a un dermatologo: anemia, carenza di ferro, squilibri della tiroide o alopecia da trazione si diagnosticano con una visita e degli esami, non a occhio nudo.

Spazzola in legno su un ripiano di pietra, qualche capello rimasto tra i denti
Sulla spazzola della domenica, il conto approssimativo della settimana

Le abitudini che stressano meno i capelli

Prima mossa: rallentare con i trattamenti aggressivi. Decolorazione, lisciatura, balayage completo, brushing quotidiano ad alta temperatura. Niente di tutto questo attacca il bulbo, quindi niente di tutto questo fa cadere il capello alla radice. Però indebolisce la fibra, che si spezza. Risultato: lunghezze rovinate sopra una caduta che continua.

Giovane donna con capelli scuri che asciuga i capelli umidi con il phon tenuto a distanza
Tieni la radice con una mano, pettina con l'altra, dalle punte verso l'alto

Seconda mossa: asciugare con delicatezza. All'aria aperta quando puoi, altrimenti con il phon a temperatura media, tenuto a distanza: almeno venti centimetri. E poi c'è il gesto che nella routine quotidiana molte sentono come una piccola svolta: il getto d'acqua fredda a fine shampoo. In realtà, niente dimostra che acceleri la crescita. Può però dare una sensazione di morbidezza e lucentezza, e rendere più facile districare i capelli; l'effetto sulla cuticola, invece, non è scientificamente dimostrato. Per il comfort, non per la scienza.

Terza mossa: lavare quando serve. Il sebo non soffoca il cuoio capelluto, ma un cuoio capelluto grasso che prude finisce per grattare e tirare. Uno shampoo delicato, senza solfati aggressivi, a giorni alterni, alternandolo allo shampoo trattante se ne usi uno.

Quarta mossa: districare senza strappare. Due spazzolate al giorno, mattina e sera, bastano. Sulle lunghezze annodate, tieni la radice con una mano, spazzola con l'altra e lavora dal basso verso l'alto.

Il test delle tre settimane: ogni domenica, una spazzolata completa e un'occhiata a quello che resta sulla spazzola. Non serve contarli uno per uno: confronta una settimana con l'altra. Se diminuisce, sei nella norma stagionale. Se resta uguale o aumenta dopo due mesi, prenota una visita.

Integratori utili solo quando c'è una carenza

Le formule «capelli» accumulano vitamine del gruppo B, zinco, ferro, selenio, aminoacidi. Sulla carta tutto torna: questi nutrienti partecipano alla produzione di cheratina e al rinnovamento cellulare. Il problema è il punto di partenza. Se gli esami del sangue sono nella norma, prendere altro zinco non farà crescere i capelli più in fretta. Quindi conviene prendere il primo integratore che capita? Meglio pensarci due volte.

La biotina è un buon esempio dell'equivoco. La sua carenza è rara, e la reputazione di vitamina dei capelli deve molto al marketing. Ad alte dosi può persino alterare alcuni dosaggi del sangue, in particolare quelli tiroidei: la FDA ha pubblicato un avviso nel 2017. Quindi prima di ordinare chiedi al medico un controllo, non accumulare tre prodotti insieme e rispetta le dosi indicate.

Vasetto di vetro ambrato di integratori, capsule e bicchiere d'acqua su un lino chiaro
Una cura serve solo se gli esami del sangue mostrano una carenza

A tavola

I capelli si costruiscono con quello che mangi, e un'alimentazione molto sbilanciata a volte si vede anche nelle lunghezze. Concretamente: ferro, nella carne rossa ma anche nelle lenticchie e nei ceci, associato a vitamina C per assorbirlo meglio. Proteine a ogni pasto — uova, pesce, legumi — perché la cheratina è una proteina. Zinco, cereali integrali, frutta a guscio. E se sei vegetariana o vegana, tieni d'occhio vitamina B12 e ferro con un medico.

Il consiglio pratico: questo mese annota la caduta per tre settimane. Prenota una visita solo se non cala. È un gesto semplice che evita di spendere alla cieca.

Ciotola di lenticchie, uova, spinaci, noci e un'arancia tagliata su una tovaglia di lino beige
Ferro, proteine e zinco: nel piatto, la materia prima del capello

Budget

  • Shampoo delicato o solido: intorno a 8-25 €. Uno shampoo solido certificato COSMOS può risultare più conveniente nell'uso ed evita il flacone di plastica; la certificazione regola la composizione (quota di ingredienti bio, processi ammessi) e alcuni criteri ambientali, tra cui il packaging e la biodegradabilità per alcune formule; non garantisce l'efficacia.
  • Sieri o fiale: intorno a 20-50 € per un mese di trattamento. Nessuna certificazione bio garantisce qui un effetto misurato; guarda la lista degli ingredienti più che la promessa.
  • Integratori alimentari: intorno a 15-35 € al mese, dopo gli esami del sangue.
  • Taglio in salone: intorno a 30-75 € a seconda della città e del salone. Rinfrescare le punte non rallenta la caduta, ma alleggerisce visivamente.
  • Visita dermatologica: con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) serve l'impegnativa del medico e si paga il ticket in base a regione, reddito ed esenzioni; nel privato il costo può essere più alto. Eventuali rimborsi dipendono dal fondo o dall'assicurazione sanitaria.

Le differenze dipendono soprattutto dalla marca, dal canale di vendita e dal formato. Gli shampoo delicati si trovano al supermercato, in profumeria e in farmacia o parafarmacia; i formati solidi più nei negozi bio o online; i sieri in profumeria e sui siti delle marche. Per il contenitore, vetro, cartone e ricariche restano le opzioni più semplici da riciclare o riutilizzare: da verificare caso per caso, non tutti i formati «eco» si equivalgono.

Fonti

  • Ministero della Salute — informazioni sulla caduta dei capelli e linee guida sugli integratori alimentari.
  • ISS — indicazioni su alimentazione e integratori.
  • FDA — Safety Communication su biotina e interferenze nei test di laboratorio, 2017.
  • SIDeMaST — Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse — informazioni su capelli e caduta.
  • Courtois M. et al., «Periodicity in the growth and shedding of hair», British Journal of Dermatology, 1996.