Utilizzati un tempo dalle nostre nonne, alcuni rimedi venivano tramandati per i piccoli disturbi di ogni giorno. Dimenticati per molti anni, oggi tornano nelle case, spinti da persone stanche dei farmaci classici che non sempre danno l'effetto sperato. Digestione difficile? Difficoltà ad addormentarti? Dolori muscolari? Per chi ama la medicina naturale, ecco alcuni rimedi di una volta, e le precauzioni che li accompagnano.

Il carbone vegetale, tradizionale ma con qualche accortezza

Il carbone vegetale, usato tradizionalmente in caso di gonfiore addominale, è un rimedio naturale spesso prodotto a partire da gusci di cocco carbonizzati. Si trova in capsule, una forma che rende facile inserirlo nella routine.

Il vero punto di attenzione è altrove: il carbone lega anche alcuni farmaci, tra cui i contraccettivi orali e i medicinali per la tiroide. Meglio quindi distanziare le assunzioni e chiedere consiglio al farmacista prima di iniziare: un gesto semplice che evita parecchi problemi.

Flacone di vetro aperto pieno di capsule nere di carbone vegetale, alcune capsule e un cucchiaio di polvere su un lino chiaro

Il balsamo di tigre, un effetto legato alla sensazione

Composto da sostanze aromatiche come canfora, mentolo e olio essenziale di chiodi di garofano, il balsamo di tigre è usato nella medicina tradizionale cinese per l'effetto sensoriale di calore o freddo che procura. Applicato localmente, può offrire un po' di conforto grazie a questa sensazione: niente di più, ma è già qualcosa nei giorni in cui la schiena fa male.

Qualche precauzione, comunque: va applicato lontano da occhi e viso, mai su una ferita, mai sotto una fasciatura stretta né sotto una borsa dell'acqua calda. In caso di trauma o dolore persistente, chiedi il parere di un professionista sanitario. E se il dolore peggiora, si accompagna a gonfiore o febbre, non è più questione di balsamo: bisogna consultare un medico.

Vasetto di balsamo canforato aperto, texture bianca e densa, accanto a una spatola di legno e due chiodi di garofano

Impacchi e calore locale

Applicato sulla zona interessata, come una medicazione, l'impacco tradizionale offre calore locale. Le nostre nonne usavano per esempio l'impacco alla senape: lo riscaldavano in acqua bollente e poi lo applicavano sul petto, facendo attenzione a non bruciare la pelle. Un gesto che richiedeva attenzione e che non va ripetuto alla leggera.

Per un calore delicato e pratico, oggi in commercio esistono cerotti riscaldanti: facili da usare, scaldano dolcemente la zona interessata. Attenzione, anche in questo caso, a seguire le istruzioni: niente cerotto su pelle lesionata, prudenza per il rischio di ustioni, nessuna sovrapposizione con una crema alla canfora né con una borsa dell'acqua calda. Il calore dà soprattutto un conforto passeggero; non ripara una lesione e, se il dolore è intenso o persiste, meglio consultare senza indugio.

Cerotto riscaldante beige semi-staccato dalla pellicola protettiva, appoggiato su un panno di flanella grigio con un asciugamano piegato

Latte caldo e grog, il conforto non è una ricetta

Dopo una giornata agitata, non è raro avere qualche difficoltà ad addormentarsi. Invece di girarti e rigirarti nel letto, prima di dormire puoi concederti un bicchiere di latte caldo zuccherato: una bevanda calda confortante, semplicemente. Il latte contiene triptofano, un amminoacido a volte citato nella regolazione del sonno, ma l'effetto di un bicchiere di latte sull'addormentamento non è dimostrato.

Quanto al raffreddore, il grog delle nostre nonne non ha nulla di un rimedio: un grog (acqua calda, rum, miele, limone) può offrire un momento di conforto, a patto di tenere presente che l'alcol non ha effetto curativo ed è sconsigliato in base all'età, alla gravidanza o ai trattamenti in corso. In caso di dubbio, chiedi consiglio al medico.

Senza dimenticare i gesti semplici: bere regolarmente, riposare, arieggiare la stanza. Il corpo fa il resto, con i suoi tempi.

Inalazioni, vapore ma a distanza

In caso di raffreddore o rinite, niente è più fastidioso di un naso chiuso. Per un semplice gesto di conforto, puoi intiepidire dell'acqua in un contenitore e aggiungere lavanda, timo, rosmarino o eucalipto. Senza sporgerti sopra l'acqua bollente né inalare profondamente, puoi respirare i vapori per qualche istante, a distanza, tenendo gli occhi protetti.

Attenzione al rischio di ustione, soprattutto con l'acqua calda e gli oli essenziali. Se i sintomi persistono, parlane con un professionista sanitario.

I rimedi della nonna talvolta si usano per i piccoli disturbi di ogni giorno, ma non sostituiscono né una diagnosi né un trattamento. In caso di dolore che dura, febbre, sintomi insoliti o dubbio, non si insiste: se ne parla con un professionista sanitario.

Quanto costano

Quanto ai costi, i rimedi della nonna restano in genere leggeri per il portafoglio. Calcola circa da 5 a 15 € per una confezione di capsule di carbone vegetale, da 5 a 12 € per un vasetto di balsamo di tigre e da 5 a 15 € per una confezione di cerotti riscaldanti.

Latte, lavanda, timo o rosmarino si comprano invece al supermercato, in farmacia o in negozio biologico per pochi euro. I prezzi variano in base alla quantità, al marchio e al punto vendita; il biologico e la filiera corta si collocano spesso nella fascia alta. E come sempre, meglio confrontare prima di acquistare.

Fonti

  • Ministero della Salute — consigli pratici sul raffreddore e sui gesti quotidiani.
  • AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco — informazioni sul carbone attivo e sulle interazioni con i farmaci.