Per anni i generici sono stati associati soprattutto a una parola: risparmio per il servizio sanitario. Utili, un po' austeri, quasi invisibili. Oggi però il quadro è diverso: sono proprio i grandi gruppi farmaceutici a muoversi su questo terreno. Sandoz, Viatris, Teva: i nomi circolano e l'interesse è concreto. Come ha fatto una copia a diventare un motore di crescita per chi produceva l'originale?

Il principio resta semplice. Quando il brevetto di una molecola scade e cade nel pubblico dominio, altri produttori possono realizzarne una versione equivalente. È il generico.

Cosa sappiamo e cosa non sappiamo ancora

Un generico contiene lo stesso principio attivo, allo stesso dosaggio, in una forma farmaceutica comparabile. Per ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio, il produttore deve dimostrare la bioequivalenza: il prodotto viene assorbito con la stessa velocità e alla stessa concentrazione del medicinale di riferimento. In Francia è l'ANSM (Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé) a valutare questi dossier e a tenere il registro dei gruppi di generici. In Italia l'autorità di riferimento per i farmaci è l'AIFA.

Quello che si sa meno è che questo mercato rende anche alle aziende originator. Il brevetto scade, i margini si riducono: invece di perdere tutta la quota, molte scelgono di produrre direttamente la versione generica, spesso commercializzata con un altro nome. Marca e copia possono uscire dalla stessa casa: un dettaglio che chiarisce parecchio quando si legge una confezione.

Una compressa generica tenuta tra due dita
Lo stesso principio attivo, allo stesso dosaggio

Perché le aziende ci puntano

La ragione si riassume in una parola: ricerca. Sviluppare una nuova molecola costa sempre di più, con tassi di fallimento elevati e anni di studi clinici. I ricavi dei generici, meno spettacolari ma più regolari, finanziano in parte questa R&S. È l'argomento sostenuto da Leem, l'organizzazione professionale delle imprese del farmaco in Francia.

Il movimento si è esteso ai biosimilari: versioni di farmaci biologici i cui brevetti arrivano a scadenza. Prodotti più complessi di un generico classico, con requisiti regolatori più stringenti.

Flaconi di biosimilari allineati in laboratorio, luce soffusa
La ricerca, finanziata in parte dai generici

Cosa sapere in pratica

In Francia, per legge, il farmacista può sostituire un generico al medicinale prescritto, salvo indicazione contraria del medico («non substituable» scritto sulla ricetta). La sostituzione è disciplinata dal Code de la santé publique. In Italia la sostituzione è consentita con un medicinale equivalente, con lo stesso principio attivo, dosaggio e forma farmaceutica, secondo le regole nazionali e le indicazioni AIFA; anche qui il medico può segnalare «non sostituibile». Se preferisci la marca, puoi dirlo: nella maggior parte dei casi questa scelta resta possibile.

Una mano sceglie una confezione di farmaco generico su uno scaffale di farmacia
La sostituzione, regolata dalla normativa sanitaria

Sul prezzo, un generico è in genere meno caro della specialità originale, anche se la differenza varia da molecola a molecola e da confezione a confezione. In una terapia di lungo periodo, alla fine il divario conta.

Budget

Per un antidolorifico comune come il paracetamolo, in farmacia si parte da circa 2-6 € a confezione, secondo il dosaggio e il numero di compresse. Il generico è il più delle volte meno caro della marca, ma su questo tipo di prodotto la differenza resta contenuta.

Altri fattori fanno variare il conto: la città, la confezione (blister o formato più grande), la linea e la quota rimborsata. Il ticket e l'eventuale rimborso dipendono dalla tua situazione. Per verificare un prezzo preciso, in Francia si consultano la base pubblica dei medicinali e il sito dell'Assurance Maladie; in Italia puoi fare riferimento alle liste AIFA e alle indicazioni del Servizio sanitario regionale. Il farmacista può comunque indicarti il prezzo esatto prima di consegnarti il farmaco.

La bioequivalenza non significa «copia identica in tutto e per tutto». Gli eccipienti — i componenti che accompagnano il principio attivo — possono differire da una versione all'altra. In alcune persone sensibili a un eccipiente specifico, la tolleranza può variare. In caso di dubbio, parlane con il medico o con il farmacista prima di cambiare versione.

Fonti

  • ANSM — Gruppi di generici e bioequivalenza (ansm.sante.fr)
  • Code de la santé publique, articolo L.5125-23 (Légifrance)
  • Assurance Maladie — ameli.fr, pagine «médicaments génériques»
  • Leem — Les entreprises du médicament (leem.org)
  • AIFA — Medicinali equivalenti e liste di trasparenza (aifa.gov.it)