Conosci la scena a memoria. Il camerino, la luce bianca che non perdona e quel costume a fiori che rimetti a posto dopo dieci minuti perché sembra esistere solo per quel motivo. L'estate scorsa ho fatto esattamente lo stesso, prima di riprendere distrattamente un due pezzi bianco e nero. È quello che ho indossato fino a settembre, quando gli altri erano già piegati in fondo al cassetto.

Perché funziona? Perché il contrasto rende la stampa leggibile senza alzare mai la voce, e si abbina a tutto il resto del guardaroba da spiaggia: pareo in lino, camicia aperta, sandali in pelle. Un pezzo statement che non ha bisogno di accessori per esistere e che in una capsule wardrobe da vacanza fa benissimo il suo lavoro. Insomma, la certezza che tiriamo fuori stagione dopo stagione senza farci domande.

Un motivo che non passa di moda

Un costume si giudica da lontano e si porta bagnato. Due colori decisi sono un motivo che resta netto a bordo piscina come sulla sabbia, dove le tinte pastello sbiadiscono in pochi bagni. Aggiungi un effetto retrò dichiarato — righe, scacchi, zigzag — e ritrovi quello che fa un maglione da marinaio da decenni: un'aria classica che non passa di moda.

La trappola è la stampa troppo fitta. Quando il motivo si stringe, scegli uno sfondo bianco prevalente, altrimenti i quadretti neri diventano una macchia grigia a tre metri. E guarda il costume da lontano prima di provarlo: è a quella distanza che lo vedrai in spiaggia, non a cinquanta centimetri dallo specchio.

Donna giovane in acqua con un bikini bianco e nero a zigzag, vista di fronte
Due colori decisi: il contrasto regge anche da bagnato
Bikini bianco e nero a zigzag indossato, visto da dietro
Il motivo zigzag retrò, un disegno che non passa di moda

Cosa definisce davvero la silhouette

Il motivo fa metà del lavoro, il taglio fa il resto. Un triangolo da annodare al collo rialza il seno e libera le spalle; un bikini a fascia regge meglio su un seno minuto ma si muove appena nuoti; un costume a vita alta segna il punto vita e allunga le gambe. Quanto all'intero con ritagli — l'antico monokini — gioca su aperture mirate: due, al massimo, altrimenti la silhouette si spezza.

Detto altrimenti, non esiste un taglio universale, solo tagli adatti a un uso. Se pensi di nuotare sul serio, lascia perdere il triangolo da annodare e la fascia: la loro tenuta non è pensata per questo. Per prendere il sole tranquilla in riva al mare o a bordo piscina, invece, fanno il loro lavoro senza sforzo.

Spalle e schiena di una donna con un top bikini triangolo bianco e nero annodato al collo
Il top triangolo annodato al collo rialza il seno e libera le spalle

Per la caduta, una sola regola: cerca una fodera completa. Un costume foderato non diventa trasparente da bagnato e si deforma meno durante il lavaggio. È il genere di dettaglio invisibile in foto che poi rimpiangi per tutta l'estate.

Leggi l'etichetta prima del motivo

La maggior parte dei costumi mescola poliammide o poliestere ed elastan. È l'elastan che dà elasticità ed è lui che si consuma per primo. Esistono due strade più responsabili: la poliammide riciclata, come l'ECONYL di Aquafil prodotta dagli scarti, e il cotone bio certificato GOTS, quando c'è.

Primo piano di un costume bianco e nero piegato con l'etichetta vuota, appoggiato su lino naturale
Poliammide riciclata, cotone bio, elastan: leggere l'etichetta prima del motivo

Mantieni uno sguardo lucido sul compromesso. Anche riciclata, la poliammide resta una materia plastica non biodegradabile. E il cotone bio ha bisogno dell'elastan per mantenere la forma: un mix che si ricicla male. Nessun costume è perfetto; il gesto migliore resta tenerlo per più stagioni. La certificazione OEKO-TEX Standard 100 attesta l'assenza di sostanze indesiderate nel tessuto finito: è utile, ma non è una certificazione ecologica complessiva.

Fai durare il costume. Sciacqualo con acqua chiara dopo ogni bagno: cloro, sale e crema solare attaccano le fibre elastiche. Asciugatura distesa, all'ombra, mai sul termosifone. Due costumi a rotazione valgono più di uno solo indossato tutti i giorni.

Qualche pista, nessun test in camerino

Non ho provato nessuno di questi modelli: sono piste da valutare, non colpi di fulmine testati in camerino.

Giovane donna in un negozio con un costume bianco e nero appeso a una gruccia
In negozio, confronta tagli e materiali prima di scegliere
  • Etam — due pezzi da annodare e costumi interi grafici, il cuore della fascia accessibile.
  • Esprit — righe e bande laterali, spirito sportswear.
  • Speedo — bikini con cintura larga, pensato per nuotare davvero.
  • Undrest — top triangolo e zigzag, distribuito nei negozi multimarca.
  • Pimkie — costumi interi con ritagli, per un budget contenuto.

In Italia non tutti questi marchi hanno gli stessi punti vendita: prima di scegliere, controlla il sito o i negozi multimarca.

Quanto spendere

Calcola tra 15 e 30 € nella grande distribuzione o nelle catene fast fashion, tra 30 e 70 € nelle catene di intimo e moda (Etam, Esprit), tra 70 e 150 € per un costume in poliammide riciclata o in cotone certificato, e oltre 150 € dagli stilisti e dai marchi specializzati in costumi da bagno.

Quello che fa variare il conto: la materia prima, la fodera, le finiture (cuciture piatte, ganci in metallo), il canale di distribuzione e il momento dell'acquisto — le collezioni arrivano a inizio stagione, i saldi a fine stagione. Sul fronte second hand, un pezzo indossato per una stagione si trova per pochi euro.

Il mio consiglio per finire: punta su due costumi da alternare invece che su tre da consumare uno dopo l'altro. E se il bianco e nero ti sembra troppo tranquillo, sappi che basta un dettaglio — una riga, un bordo a contrasto, un fiocco — per rinnovare il pezzo senza che diventi mai urlato. Ne riparliamo l'estate prossima!

Fonti