Due anni fa un'amica ha voluto passare dal castano al biondo miele con una scatola presa al supermercato. Quaranta minuti dopo aveva in testa un arancio carota molto convinto e una serata intera a correre ai ripari. Quel disastro mi è servito da lezione, e mi torna in mente ogni volta che qualcuno mi chiede se la tinta fatta in casa «funziona davvero».
Una colorazione fatta in casa, in realtà, è comoda, economica e piuttosto semplice da applicare. A una condizione: non chiederle un cambio di rotta a 180 gradi. Se vuoi ravvivare il tuo colore, regalarti qualche riflesso o scurire di un tono, sei nel posto giusto.
Rimanere vicino al proprio tono, la regola che evita il naufragio
La scelta si fa sulla cartella colori stampata sul retro della confezione, mai sulla foto del cartone. Le modelle sono ritoccate e il risultato alla luce del giorno è molto meno lusinghiero. I riferimenti che funzionano: non allontanarsi di più di due toni dal proprio colore attuale e restare coerenti con il proprio incarnato.

Una castana che sogna un biondo platino va in salone. Stessa cosa per un cambio di famiglia cromatica: da biondo a rosso, da nero a castano chiaro. Questi salti passano per una decolorazione, un gesto delicato da fare da sola e raramente indolore per la fibra.

Imparare a distinguere permanente, semipermanente e temporanea
Gli scaffali sono migliorati: tonalità più naturali, formule più delicate, un'offerta molto più ampia. Bisogna però leggere l'etichetta.
La permanente non svanisce con lo shampoo. Dura finché il capello non cresce o finché non ci passa sopra un altro colore. È l'unica che può scurire o schiarire leggermente la tua base, grazie a precursori di colorazione spesso accompagnati da ammoniaca, che aprono la fibra. Da qui la prudenza sul tono scelto: ci convivi per mesi.
La semipermanente gioca la via di mezzo. Si attenua in circa sei-otto settimane, di solito senza ammoniaca, quindi più delicata sul capello. Ravviva il tono, aggiunge riflessi e copre i primi capelli bianchi. Non schiarisce, però.
La temporanea dura il tempo di qualche shampoo, in genere sei-otto, poi sparisce del tutto. Perfetta per provare un'idea per un weekend o ravvivare una frangia. Non decolora un capello scuro.

Esiste una quarta via, quella delle colorazioni vegetali a base di henna o piante tintorie. Attenzione alle scorciatoie: l'henna pura non fa il biondo, non schiarisce ed è difficile da annullare. Diffida anche delle polveri vendute come «100% vegetali» che in realtà contengono sali metallici: il modo migliore per complicarsi seriamente una colorazione in salone. Una colorazione vegetale onesta dichiara la composizione completa e l'origine delle piante.
Kit per mèches e balayage fai da te
Queste confezioni contengono una tinta e un prodotto decolorante. Servono a schiarire qualche ciocca tono su tono, per dare profondità senza toccare la base. Tutto si gioca sulla lunghezza delle ciocche e sul tempo di posa. Un capello lasciato troppo a lungo sotto il decolorante vira al giallo paglia, e recuperarlo è complicato. Comincia da una ciocca di prova in una zona nascosta.

Test cutaneo 48 ore prima di ogni colorazione, anche con un marchio che usi da anni: un'allergia può comparire da un giorno all'altro. Applica una punta di prodotto dietro l'orecchio o nell'incavo del gomito, lascia asciugare e non bagnare la zona per due giorni. Tieni d'occhio rossori, prurito e pizzicori. Aggiungi un test su una ciocca per validare il risultato del colore. Dieci minuti, e ti risparmi un bel po' di lacrime.
Il gesto che conta al momento dell'applicazione
Capelli asciutti e non lavati da almeno un giorno: è l'ideale, la pellicola di sebo protegge il cuoio capelluto. Dividi la chioma in quattro sezioni con i fermagli e parti dalla zona più lunga da coprire, la nuca, invece che dalla riga. Calcola dieci minuti in meno sulle lunghezze e sulle punte: assorbono più in fretta. Risciacqua con acqua tiepida finché non esce limpida, poi chiudi con una maschera.

E sulle maschere, appunto, il naturale ha senso: una formula ricca di oli vegetali, karité, argan o cocco, può bastare a richiudere la fibra dopo la colorazione. Se vuoi andare sul sicuro, guarda i label: Cosmos Organic o Ecocert impongono una quota minima di ingredienti bio e un disciplinare sulla composizione. E scegli il vasetto di vetro o la ricarica, quando il marchio la propone.
Quanto costa
Al supermercato una confezione di colorazione costa in genere tra 6 e 12 €. In parafarmacia o in profumeria si sale piuttosto tra 10 e 18 €, a volte con formule più curate. I kit per mèches e balayage stanno intorno ai 12-20 €. Aggiungi una maschera post-colorazione, da 8 a 20 €.
In salone, un ritocco delle radici si colloca spesso tra 40 e 70 €, un colore completo tra 60 e 120 €, un balayage tra 90 e 200 €. Le differenze sono enormi: città, lunghezza e densità dei capelli, passaggio dalla decolorazione, patina finale, trattamento in cabina. La tariffa di un salone in centro non ha niente a che vedere con quella di un salone di quartiere.
Questi prodotti si trovano al supermercato, in parafarmacia, in profumeria (Sephora, Douglas, Marionnaud), sui siti ufficiali dei marchi e dai grossisti per professionisti. Le fasce di prezzo vengono dai prezzi rilevati a scaffale e dai listini esposti in salone, non da un'argomentazione di marca. Il prezzo esposto non dice tutto: una confezione economica che rovina la fibra costa più cara da riparare in salone.
Fonti
- Ministero della Salute, informazioni sulle tinte per capelli e sul rischio di allergie — salute.gov.it
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, allegati con le restrizioni applicabili alle sostanze coloranti (compresa la para-fenilendiammina) — eur-lex.europa.eu
- L'Oréal Paris, gamme di colorazione per capelli — loreal-paris.it
- Garnier, gamme di colorazione per capelli — garnier.it





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