Due piccoli perni magnetici, un clic appena udibile, e la collana è chiusa. Senza contorsioni, senza rompersi un'unghia, senza quel minuto di solitudine davanti allo specchio in cui si cerca la chiusura dietro la schiena a tentoni. Ecco perché amiamo la chiusura magnetica. Ed ecco anche perché ci fa i dispetti appena tiriamo fuori le maglie.
Il clic che regge, fino al maglione
Il principio è semplice come una calamita: due perni metallici si attaccano e il gioiello tiene. Su una catenina sottile, portata a contatto con la pelle, d'estate funziona benissimo. Le difficoltà iniziano con gli strati.
Un dolcevita, una sciarpa un po' ruvida, un cappotto che si infila con un gesto ampio: ogni movimento fa strofinare la maglia contro la chiusura. Ma una calamita non ha né denti né scatto, nulla che agganci davvero. Basta una trazione laterale per farla scivolare, ed è così che si ritrova la collana nella fodera del cappotto, o a terra, a dieci metri da dove l'ha persa senza accorgersene.
Non si aspetti che la calamita invecchi con dignità. Una caduta sul pavimento, un urto contro il bordo del tavolo, e può perdere parte della sua forza di tenuta. Non è una ragione per buttare il gioiello, ma lo è per pensarci due volte prima di appenderci un pendente un po' pesante.
Il moschettone tiene meglio, ma lascia il segno
Il moschettone, quella piccola chiusura a leva che si schiaccia tra due dita, non si apre da solo. È il suo grande pregio, ed è probabilmente per questo che equipaggia ancora tante catene. Il difetto si gioca altrove, nella durata: la leva sfrega contro l'anello a ogni apertura, la placcatura si consuma e il metallo finisce per rigarsi. Su una catena molto sottile si vede subito.

C'è anche la questione del peso. Su un pendente in pietra o un medaglione un po' massiccio, un moschettone troppo piccolo tira la catena e la deforma. Al contrario, certi modelli economici richiedono una tale pressione che si rovina il pollice ogni volta. La chiusura perfetta non esiste ancora, non raccontiamoci favole.
Resta che il moschettone sta dalla parte delle chiusure affidabili, a patto di controllare l'anello ogni tanto. È spesso lui che si allarga per primo, a forza di tirare per aprire la leva.
La catenella di sicurezza non è lì per bellezza
Questa catenina sottile agganciata alla chiusura, con il suo mini-moschettone, ha una funzione molto precisa: trattenere il gioiello quando la chiusura principale cede. La catena di sicurezza quindi non è decorativa, anche se si porta benissimo. Il più delle volte è così corta che quasi non si vede, ed è voluto.
Il problema è che spesso non la agganciamo. Per pigrizia, perché è minuscola, o perché non capiamo a cosa serve. Eppure è ciò che impedisce a una collana di finire sotto un sedile della metro. Allora bastano due secondi per chiuderla, e smettiamo di pensarci.
Cosa controllare prima di comprare
Il primo gesto si fa senza attrezzi: provare la chiusura tra pollice e indice, per sentire la resistenza. Se la chiusura si apre con una facilità sconcertante, è già un'informazione. Una chiusura che richiede un piccolo gesto preciso terrà meglio di un semplice contatto.
Poi c'è la questione del peso. Più il gioiello è pesante, più la chiusura deve essere meccanica. Su un pezzo leggero, una calamita ben posizionata può bastare; su un pendente che pesa, si preferisce un moschettone, un anello a vite o una chiusura a molla, decisamente più sicura.
Terzo controllo, quello che si dimentica sempre: la catena di sicurezza. Chieda se c'è, se si aggancia facilmente e se la chiusura principale può essere sostituita da un orafo. Una chiusura sostituibile permette di allungare la vita del gioiello ed evitare di metterlo da parte al primo incidente.
Quanto costa
Sostituire una chiusura costa spesso meno che ricomprare il gioiello. In gioielleria, calcoli circa 20-45 € per una chiusura da bigiotteria o in metallo placcato, montaggio compreso, e tra i 40 e i 90 € su una catena d'oro, a seconda del modello e del peso. Le tariffe variano tra grandi città e piccole botteghe.
Se è un po' pratica, una chiusura magnetica di ricambio si compra a parte per 5-15 € in merceria o online, ma il montaggio su un gioiello fine richiede pazienza. Per la bigiotteria, chieda prima al venditore: alcune insegne sostituiscono il pezzo in garanzia o mandano una chiusura di ricambio.
Il gesto che fa la differenza: mettere la collana dopo il cappotto, mai prima, e togliere il gioiello prima di mettere una sciarpa di lana un po' ruvida. Due secondi che evitano una collana per terra.
Una collana la teniamo spesso per il pendente che ci piace, non per la sua chiusura. È normalissimo, ed è proprio per questo che vale la pena guardarci due volte prima di comprarla. Una chiusura che tiene, una catenella che si aggancia: il gioiello che portiamo tutti i giorni non ha bisogno di essere il più caro della scatola.





Commenti
La tua opinione conta : valuta l'articolo, commenta e rispondi ai commenti.
I commenti sono moderati ; quelli assistiti dall'IA sono segnalati. Le emoticon testuali (8-), :-), <3…) diventano immagini automaticamente.