Ci sono flaconi che riconosci ancora prima di annusarli. Rosa e nero, una lettera gotica dorata sul tappo, un'etichetta che non nasconde il proprio lato teatrale: il profumo John Galliano, uscito nel 2008, non lascia indifferenti — e non è poco. Peccato che da allora sia sparito dagli scaffali classici, e la domanda vera non è più «che profumo è?» ma «mi piace, che cosa ci metto al suo posto?». Prima di partire, una precisazione doverosa, come sempre: non ho il flacone originale sotto mano, quindi non raccontiamoci favole — tutto quello che segue è documentato, non testato.

Un profumo che sa di camerini e quinte

Nato nel 1960 a Gibilterra e cresciuto nella periferia sud di Londra, John Galliano si diploma alla Saint Martin's School of Art — oggi Central Saint Martins — nel 1984. Per pagarsi gli studi veste gli altri: lavora come addetto al guardaroba al National Theatre di Londra. Camerini, cipria, il fruscio delle stoffe di scena: quella memoria si sente tutta nella fragranza.

Il primo profumo della maison porta la firma di Christine Nagel — oggi profumiera maison da Hermès, tanto per dire. La sua scrittura qui si riconosce da una texture cipriata dichiarata: l'apertura gioca la carta dell'acidulo alla caramella, il cuore allinea rosa, iris e viola, il fondo si assesta su incenso, patchouli e ambra. Una firma barocca, più couture che discreta, con cui si finisce conquistati... o per niente.

Galliano ha poi diretto Dior dal 1996 al 2011, e Maison Margiela dal 2014 al 2024. Questo profumo, in questa versione precisa, è diventato difficile da scovare, e dispiace.

Camerini di teatro: costumi rosa e nero su una gruccia, cipria e piumino su una toeletta in legno
Camerini, cipria e stoffe di scena: la memoria della fragranza

Come si porta davvero

È un profumo di carattere, in un registro orientale e fumé che si fa notare. Tanto vale dirtelo subito: non passa inosservato. Su questo tipo di profilo tre abitudini fanno la differenza.

Bastano una o due spruzzate, sul plesso solare e dietro le orecchie — se esageri, profumi la stanza più che te stessa. Evita i capelli secchi: l'alcol può seccare la fibra, meglio vaporizzare l'interno di una sciarpa. E tieni il flacone in piedi, lontano da luce e calore: il bagno è il posto peggiore dove conservarlo.

Per ammorbidire il risultato, sovrapponilo a una crema corpo senza profumo: il fondo ambrato si aggrappa meglio e la rosa sembra meno dolce. È questo il gesto che fa la differenza.

Avambraccio che riceve una nuvola di profumo, flacone in vetro rosa scuro con tappo nero tenuto in mano
Una o due spruzzate sul plesso solare e dietro le orecchie, non di più

Trovare un'alternativa senza sbagliare

Il Galliano 2008 è ormai difficile da trovare: punta sulla stessa famiglia olfattiva — rosa, iris, incenso, patchouli — invece di inseguire una copia introvabile. Tre criteri da controllare: un flacone in vetro ricaricabile, una ricarica disponibile in profumeria selettiva (diverse maison la offrono), un astuccio in cartone senza cellophane inutile. Sul fronte formula, buona notizia: alcune eau de parfum sono certificate Cosmos Organic da Ecocert, un marchio che regola la quota di ingredienti bio, i processi di trasformazione e i conservanti ammessi. Compromesso onesto: la durata può variare, secondo la formula e la pelle. Tieni quindi uno spray da borsa, non si sa mai.

Flacone ricaricabile in vetro, ricarica e astuccio in carta kraft senza cellophane su uno scaffale in pietra chiara
Vetro ricaricabile, ricarica in profumeria, astuccio senza cellophane: i tre criteri

Quanto si spende

  • Eau de parfum di marca corrente, 50 ml: da 25 a 55 € in parafarmacia, alla grande distribuzione o online, anche su Amazon.it.
  • Profumeria selettiva, 50 ml su questo profilo: da 60 a 130 € (Sephora, Douglas, Marionnaud). La ricarica in negozio può abbassare il conto.
  • Niche e profumeria d'autore, 50 ml: da 100 a 200 €, di più nel formato extrait.
  • Eau de parfum certificate bio: da 25 a 60 € per 50 ml, sapendo che la durata può variare.
  • Seconda mano: un flacone Galliano 2008 si può ancora trovare, ma i prezzi variano. Attenzione, un profumo conservato male può alterarsi.

A far variare il conto sono la concentrazione, il formato, il canale di vendita e l'esistenza o meno di una ricarica.

Fonti

  • Cosmos Standard, disciplinare di certificazione dei cosmetici bio e naturali.
  • Ecocert, ente certificatore — certificazione Cosmos Organic.
  • Hermès Parfums, presentazione di Christine Nagel, profumiera maison.